Critiche

Diplomata al Liceo Artistico, frequenta l'Accademia Albertina delle Belle Arti con Maestri quali: Casorati, Campagnoli,Martina, Chessa, Regosa.
Agli albori della carriera, impiega il suo estro creativo nella lavorazione della ceramica,della decorazione e produzione di finissimi bassorilievi dipinti ad olio,multipli in ceramica colata a mano.
Determinante per la sua maturazione artistica è l'incontro negli anni '70 con il Maestro Piero Gianuzzi, con il quale instaura un legame (rapporto) d'amicizia e stima profonde e che si protrarra' fino al 1996 anno della di lui prematura morte.
Nasce un sodalizio artistico ed intellettuale stimolante e proficuo, durante il quale, Bianca, spronata a ricercare la sua specifica dimensione creativa, inizia ad elaborare una tecnica pittorica personale, di matrice surrealista.
Conosce momenti di stasi creativa ed altri ricchi di idee e contenuti, ma solo nel 2000 giunge ad una piu' ampia identita' artistica, attingendo a "piene mani" in una rinnovata e ritrovata consapevolezza,frutto della capillare e costante ricerca nel profondo di Se',attraverso la quale rianalizza, rimettendosi in gioco ( umanamente ), contenuti emotivi profondi:
L'autoanalisi le permette di ampliare le dimensioni ordinarie della coscienza che adagio le si rivela quale mosaico da ricomporre creativamente con amore e fiducia, da reinventare, ma soprattutto da sperimentare anche attraverso la proiezione su tela della propria personalita' in divenire.
I contenuti nascosti nei recessi della mente, del corpo e dell'anima, venendo adagio alla luce, le consentono di librarsi abilmente nei mondi onirici, della fantasia, della realta', del ricordo, del passato e del futuro che si interscambiano e compenetrano, fornendole ampie visioni ed intuizioni,rappresentando stimoli che chiedono delicatamente o impetuosamente di venire alla luce sotto forma di immagini e di essere "pennellati" sulla tela che risulta magica all'osservatore, con sfumature e giochi di colore che allontanano e avvicinano chi si immerge nel segreto del sogno che si rivela solo ad uno sguardo attento, che vada oltre ai confini dell'apparenza...e ritrovi se stesso allo specchio... in profondita'...la' dove l'anima affonda le sue radici.
Emblematica la rosa, tema costante delle tele: l'impronta dell'universo prettamente femminino : intuitivo, lunare, romantico e sensuale; dell'attenzione verso la concretezza della vita e i suoi eventi; densa di significati archetipici, mistici ed esoterici, che evocano la potenza della Madre Cosmica, che di certo ispira l'autrice,quale energia universale creatrice e creativa che genera armonia e perfezione con la medesima bellezza nella luce e nel buio, nel dolore e nella gioia, nella vita e nella morte...nell'eterno alternarsi degli opposti.

Monica Sabbadini